La gestione della corrente elettrica sul set

Le linee e gli interruttori

Quando si parla dell’impianto elettrico di un immobile, col termine linea si indica un singolo interruttore del quadro elettrico e tutte le prese e i cavi elettrici che scorrono nei muri e che a tale interruttore fanno capo. Con interruttore principale o interruttore del quadro ci si riferisce all’interruttore che permette o interrompe l’arrivo della corrente a tutte le linee del quadro. Questo interruttore si trova all’interno del quadro stesso ed è in genere il primo, in alto a sinistra. Con interruttore generale ci si riferisce all’interruttore che sta a monte del quadro elettrico e che permette o interrompe l’arrivo della corrente all’intero quadro; abitualmente è collocato lontano dal quadro stesso e secondo le attuali normative dovrebbe trovarsi all’esterno dell’edificio di riferimento, all’interno di una cabina a muro o di un armadio a cassetta. Ogni quadro a norma di legge include anche un salvavita, uno strumento del quale tratteremo a fine articolo.

In sintesi la sequenza è:

INTERRUTTORE GENERALE – INTERRUTTORE DEL QUADRO – INTERRUTTORI DELLE LINEE

Ad ogni utenza corrisponde sempre un solo interruttore generale, mentre i quadri elettrici non sono limitati. Nei condomini i vari interruttori generali sono abitualmente raggruppati in una stanza esterna agli appartamenti.

I limiti della fornitura elettrica e la distribuzione dei carichi

Se un immobile ha un contratto da 3 Kw, alimentare qualcosa che superi i 3 Kw di assorbimento fa scattare l’interruttore generale; l’erogazione elettrica a tutto l’immobile viene interrotta perché viene rilevato un superamento dei limiti imposti dal contratto. Basta a quel punto staccare lo strumento che supera i 3Kw di consumo e riattivare la  corrente tramite l’interruttore generale perché tutto torni a funzionare.

Assodato che in un immobile con contratto da 3 Kw quei 3 Kw sono prelevabili da ogni singola presa, bisogna vedere se una data linea è in grado di erogare tale potenza senza surriscaldarsi. Quando ciò non avviene il surriscaldamento fa scattare l’interruttore della linea in uso; l’erogazione di corrente su quella linea viene così interrotta per evitare incendi. Basta a quel punto spegnere lo strumento che ha causato il surriscaldamento e riattivare la corrente sulla linea interrotta, tramite il relativo interruttore del quadro elettrico.

Quindi: quando si gira in interni è di cruciale importanza fare prima di tutto la conoscenza del quadro elettrico. È fondamentale verificare quante linee si hanno a disposizione e quali prese fanno capo a quali linee, così da poter distribuire al meglio l’assorbimento di potenza della nostra strumentazione. Più linee si riesce a utilizzare, più è difficile causare un surriscaldamento. Inoltre, individuando subito la posizione del quadro elettrico, sapendo quali sono gli interruttori delle varie linee e del generale, sarà un’operazione semplicissima riattivare la corrente se la si è fatta “saltare”.

Per capire a quale linea faccia capo una data presa è sufficiente attaccare una luce alla suddetta presa e disattivare una alla volta tutte le linee utilizzando gli interruttori del quadro elettrico; l’interruttore che spegnerà la luce in questione sarà l’interruttore della linea in uso. Talvolta quest’operazione può essere evitata perché all’interno del quadro, sopra ogni interruttore, sono indicate la stanza o le stanze di riferimento. Non di rado, però, a una singola stanza possono arrivare più linee, bisogna quindi comunque individuare come queste linee sono divise tra le varie prese. Nei bagni in cui è collocata una lavatrice, ad esempio, non di rado arriva una linea dedicata al solo elettrodomestico e una linea alla quale fanno capo tutte le altre prese. In genere le prese cui sono connessi i grandi elettrodomestici (lavatrice, forno, lavastoviglie) fanno capo alle linee in grado di sopportare il maggior assorbimento.

Watt, Volt e Ampere

Un’indicazione sull’assorbimento che una data linea può sopportare è fornita dalle prese elettriche che ad essa fanno capo. E’ sufficiente ricordare che Watt=Volt*Ampere. Ne consegue che delle Schuko o delle 16A italiane dovrebbero appartenere a una linea in grado di reggere almeno 3 Kw (220v*16A=3520w) mentre per delle prese da 10A già 2 Kw potrebbero risultare eccessivi (220v*10A=2200w). Purtroppo, non di rado le prese vengono installate senza tante premure, quindi l’affidabilità di queste indicazioni è limitata.

Un altro indizio su quanti Watt sia possibile assorbire da una data linea è fornito dagli interruttori del quadro elettrico, che in genere indicano in Ampere la propria portata. Questa non corrisponde necessariamente alla portata della linea di riferimento, ma un interruttore da 16A è pressoché certo che faccia capo a una linea più performante di una linea comandata da un interruttore da 6A.

Il salvavita

A norma di legge gli impianti elettrici di tutti gli “ambienti abitativi” (che in buona sostanza significa “qualsiasi edificio”) devono contemplare un interruttore magnetico differenziale, altrimenti detto differenziale elettrico, meglio conosciuto come salvavita. Il salvavita è costituito da un relé differenziale e da un interruttore magnetico. Il relé ha la funzione di controllare la tensione elettrica in entrata e in uscita dall’impianto; quando i due flussi non si equivalgono significa che è presente una dispersione e il dispositivo interrompe il circuito, facendo sì che la corrente si diriga verso la terra sfruttando la messa a terra dell’impianto stesso. L’interruttore magnetico interviene invece in caso di cortocircuito, quando c’è un sovraccarico elettrico o se si entra in contatto con parti in tensione. Così come il relé l’interruttore scatta in maniera automatica e interrompe l’erogazione di corrente verso l’impianto, deviando la tensione verso la terra. Per riarmare il salvavita dopo che è scattato è sufficiente riaccenderlo tramite il suo interruttore a leva. Prima di collegare qualsiasi attrezzatura a un impianto dotato di salvavita è consigliabile verificare la corretta funzionalità di questo strumento. Se il salvavita funziona, premendone il pulsante di test la corrente viene a mancare immediatamente ed è necessario riarmare il salvavita stesso per ripristinarla. Se il test fallisce non è detto che l’impianto elettrico non sia sicuro, ma di certo offre meno protezione sia all’attrezzatura in uso che all’utente. Alla luce di quanto detto è chiaro che anche l’interruttore a leva del salvavita può essere utilizzato come interruttore del quadro.