Le griglie a nido d’ape per softbox

Le griglie sono progettate per ridurre l’emissione luminosa fuori asse dei softbox.

Immaginiamo che la camera si trovi davanti a un attore e che questi sia illuminato da un softbox in posizione Rembrandt. E’ inevitabile che anche una parete che si trovi poco dietro al soggetto riceva molta luce. Se davanti alla diffusione frontale del softbox viene applicata una griglia, però, il fascio luminoso può risultare abbastanza stretto da colpire unicamente l’attore.

Chiaramente la presenza di una griglia davanti alla diffusione frontale riduce la superficie illuminante effettivamente attiva e di conseguenza rende la luce emessa dal softbox meno morbida e meno intensa.

E’ da considerare anche l’influenza che le griglie hanno sul decadimento della luce: rendendo l’emissione luminosa del softbox più lineare, questi accessori possono risultare molto utili per limitare l’influenza della legge dell’inverso del quadrato, soprattutto se abbinati a softbox di grandi dimensioni. Per approfondire: La propagazione della luce

Le griglie per softbox sono reperibili sia morbide che rigide, sia in materiale nero opaco che argentato e sono prodotte in numerose forme e misure per adattarsi alle diverse tipologie di softbox. Le griglie morbide, realizzate in tessuto, hanno il vantaggio di essere leggerissime, possono essere ripiegate e occupare pochissimo spazio in fase di stoccaggio; le griglie rigide permettono un’installazione più rapida e semplice, tagliano la luce in maniera più netta e possono ridurre le celle a dimensioni minime, ma sono più pesanti e non possono essere ripiegate.

Nei paesi anglofoni le griglie rigide vengono definite honeycomb grids mentre quelle morbide sono chiamate egg crate grids; alcuni modelli possono assumere nomi alternativi come Snapgrid o Louver in base alla casa produttrice e/o al particolare sistema di montaggio. In Italia queste definizioni sono utilizzate di rado e in maniera spesso intercambiabile.

A prescindere dal nome, ogni modello di griglia viene identificato dal produttore con un numero che indica i gradi angolari entro i quali il modificatore riduce l’emissione luminosa del softbox. Le misure più comuni sono 90, 60, 50, 40, 30 e 20°. Alcune griglie sono caratterizzate da celle rettangolari anziché quadrate e offrono quindi due diversi angoli di emissione; in questi casi i modelli vengono indicati con una doppia numerazione: 20×60, 30×50 e così via.

Le griglie argentate, prodotte solo in forma rigida e abitualmente definite silver grid, preservano gran parte dell’intensità luminosa del proiettore ma non riescono a ridurre l’angolo di emissione del softbox al di sotto dei 90°.

Per contenere l’emissione di luce del softbox entro un certo angolo, una griglia può sfruttare maggiormente il numero o la profondità delle celle. Entrambe le scelte hanno vantaggi e svantaggi. Vediamo quali.

Celle più grandi e più profonde

Scegliendo questa strada si lascia passare più luce ma si favorisce la produzione di ombre multiple. Una volta montata la griglia, se si osserva la diffusione frontale del softbox da posizione angolata, si nota un distinto alternarsi di strisce nere e di strisce luminose; fuori asse il softbox si comporta quindi come un emettitore multiplo.

Celle più piccole e meno profonde

Con questa soluzione, per il principio della morbidezza attraverso la pixelizzazione, si riduce l’insorgenza di ombre multiple; la fitta trama di celle poco profonde impedisce che la griglia crei una netta separazione tra le superfici illuminanti e le superfici oscurate. Questo permette al softbox di comportarsi come un emettitore singolo sin quasi ai margini estremi della propria emissione luminosa. Lo svantaggio è che una griglia molto fitta sottrae molta luce. Un silver grid con celle piccole è in grado di mantenere fino all’80% dell’emissione luminosa del softbox e di evitare completamente la creazione di ombre multiple.

Nate come accessorio per i softbox, le griglie sono largamente utilizzate anche sui bank a fluorescenza e sui led, in particolar modo sui pannelli. Esistono anche delle griglie progettate per l’utilizzo su illuminatori open face a incandescenza o a scarica, spesso in accoppiata a delle bandiere o a uno snoot, un cono applicabile davanti a determinati proiettori, anch’esso progettato per limitare l’emissione luminosa in termini di angolo.


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